Mindfullness: che cos'è e applicazioni

“Non possiamo fermare le onde, ma possiamo imparare a surfare”

Hai mai notato come spesso la mente sia altrove? Pensiamo al passato, pianifichiamo il futuro, controlliamo il telefono mentre mangiamo. Viviamo in un mondo pieno di stimoli, ma raramente nel qui ed ora.

La mindfulness, o “consapevolezza piena”, è una pratica psicologica e meditativa che ci aiuta proprio a fare questo: ritornare al presente, con attenzione e gentilezza verso noi stessi.

Che cos'è la Mindfulness?

La mindfulness è la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell'esperienza momento per momento a) con intenzione; b) nel presente; c) in modo non giudicante (Jon Kabat-Zinn, 2003); è una pratica di meditazione che invita ad osservare la propria esperienza interna con curiosità, apertura e non giudizio.

Mindfulness è la traduzione inglese della parola in lingua pali sati che sta ad indicare una qualità della coscienza ovvero la consapevolezza che si attiva portando attenzione al processo dell'esperienza così come si svolge, momento per momento, che viene coltivata attraverso la meditazione.

In pratica, significa osservare ciò che accade- nel corpo, nella mente e intorno a noi- così com'è, senza volerlo cambiare subito.

I 7 pilastri della Mindfulness

Gli atteggiamenti che ci aiutano a sviluppare la consapevolezza sono:

  1. Non giudizio: imparare a vedere le cose senza giudizio, accettandole per quello che sono
  2. Pazienza: atteggiamento di neutralità rispetto a quello che ci succede.
  3. Mente del principiante: liberarsi dai nostri pregiudizi, aspettative e guardare le cose con un atteggiamento curioso e non giudicante
  4. Fiducia: Fidarsi di sé stessi e nella propria capacità di gestire gli eventi
  5. Accettazione: accettare ciò che accade nel momento presente
  6. Non sforzo: È l'invito a stare con ciò che c'è, senza cercare di cambiare l'esperienza nel momento presente
  7. Lasciare andare: la capacità di osservare tutto senza rimanerne intrappolati.

Storia della Mindfulness

La Mindfulness ha radici antiche nelle tradizioni buddhiste e meditative orientali, tuttavia la sua diffusione in ambito medico e psicologico avviene negli anni '70 grazie al biologo e medico John Kabat-Zinn, il quale ebbe l'intuizione che l'insegnamento della meditazione in contesti di vita comune potesse alleviare le sofferenze di persone affette da malattie croniche (SL Woods, P. Rockman, 2022).

Applicazioni della mindfulness

La mindfulness, oggi, è considerata una tecnica evidence-based e viene utilizzata in diversi approcci terapeutici.

A livello neurologico, la mindfulness influenza le aree celebrali che regolano l'emozioni (amigdala), il controllo e le decisioni (corteccia prefrontale), la memoria e l'apprendimento (l'ippocampo). È stato osservato che la pratica costante di mindfulness porta a:

  • Una diminuzione di ansia, stress e depressione
  • Un miglioramento della regolazione emotiva
  • Una maggiore flessibilità e resilienza cognitiva
  • Un incremento della compassione verso sé stessi e gli altri

La mindfulness non è un approccio terapeutico ma è una tecnica che viene utilizzata in ambito psicologico per sviluppare un atteggiamento di presenza, apertura e accettazione che viene coltivato attraverso:

  • Esercizi quotidiani di consapevolezza
  • Pratiche di auto-osservazione
  • Meditazioni guidate

La consapevolezza piena cambia il modo in cui viviamo. Ed è da qui che può iniziare un vero cambiamento.

Bibliografia

  1. Susan L. Woods, Patricia Rockman, Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR), Franco Angeli, 2022
  2. Zindel V. Segal, J. Mark G. Williams., John D. Teasdale, Mindfulness, Bollati Boringhieri, 2014

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