Attacco di panico: impariamo a conoscerlo

Gli attacchi di panico sono episodi acuti di ansia intensa che si manifestano con sintomi fisici e cognitivi molto marcati, come palpitazioni, difficoltà respiratoria, vertigini e una forte paura di perdere il controllo o di morire. Anche se l’esperienza è estremamente reale e spaventosa, non si tratta di condizione pericolosa, ma di una reazione sproporzionata del sistema di allarme del corpo. Possono comparire all’improvviso, anche in assenza di uno stimolo evidente, e durare da pochi minuti a un’ora. Capire cosa sono e come funzionano è fondamentale per affrontarli in modo efficace e sereno e ridurne l’intensità.

Definizione

L’attacco di panico è definito come un periodo breve, distinto ed intenso di improvvisa paura o disagio caratterizzato da sintomi somatici e/o cognitivi. La comparsa di questo picco può verificarsi a partire da uno stato di quiete oppure da uno stato ansioso.

Sintomi attacchi di panico

Durante un episodio di panico si manifestano 4 o più dei seguenti sintomi, i quali possono durare da pochi minuti a un’ora:

  • Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  • Sudorazione
  • Tremori fini o grandi scosse
  • Dispnea o sensazione di soffocamento
  • Sensazione di asfissia
  • Dolore o fastidio al petto
  • Nausea o dolori addominali
  • Brividi o vampate di calore
  • Sensazione di vertigine, testa leggera, o svenimento
  • Formicolio
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • Derealizzazione o depersonalizzazione
  • Paura di morire

Foto di Peter Burdon su Unsplash

Incidenza, decorso e cause

È una condizione molto comune, tra 1,8% e il 12% della popolazione generale, infatti, sperimenta attacchi di panico nel corso della propria vita. Nonostante l’alta frequenza, solo una parte delle persone sviluppa un disturbo di panico persistente; molti attacchi di panico rimangono episodi isolati.

Le donne sono più colpite rispetto agli uomini con un rapporto di circa 2:1.

L’attacco di panico tende a comparire intorno ai 14 anni o nella prima età adulta.

Non ha un’unica causa, ma deriva da una combinazione di fattori temperamentali, psicologici, biologici e ambientali:

  • Fattori temperamentali: predisposizione a esperire emozioni negative.
  • Fattori biologici e genetici: Si ipotizza che vi siano diversi geni che possano conferire una vulnerabilità all’ansia e al panico. Tuttavia, sono ancora sconosciuti i geni esatti implicati nell’attacco e nel disturbo di panico. Gli attuali modelli dei circuiti neurali sottolineano il ruolo dell’amigdala e delle strutture ad essa collegate. Infine, vi è un aumento di rischio di attacchi di panico tra i figli di genitori con disturbi d’ansia, disturbo depressivo e disturbo bipolare.
  • Fattori ambientali: periodi prolungati di forte stress possono essere un fattore di rischio per lo sviluppo di attacchi di panico. È stato osservato, inoltre, che il fumo di sigaretta costituisce un fattore di rischio.
  • Fattori psicologici: sensibilità all’ansia, ovvero credere che i sintomi dell’ansia siano nocivi.

Modello dell’attacco di panico

Possiamo definire l’attacco di panico come il prodotto di convinzioni erronee, catastrofiche di eventi fisici o mentali. Queste convinzioni sono sostenute da una tendenza a prestare maggiore attenzione a tali sensazioni e consolidate da comportamenti di evitamento e protettivi.

L’attacco di panico insorge quando una sensazione fisica e/o mentale viene percepita come minacciosa e crea una forte preoccupazione. La preoccupazione porta ad un acuirsi delle sensazioni fisiche e mentali, che genera una maggiore preoccupazione e così via, fino all’esplosione dell’attacco di panico.

Dopo un attacco di panico si può sviluppare una sensibilità all’ansia che contribuisce in modo importante al mantenimento delle convinzioni erronee e catastrofiche.

Riassumendo, non sono i sintomi in sé a causare il panico, ma il significato che viene attribuito loro.

Differenza tra ansia e panico

Spesso l’attacco di panico viene confuso con un episodio di ansia. Ansia e panico sono collegati ma non sono la stessa cosa: l’attacco di panico è una sensazione di paura o estremo disagio improvvisa, intensa e circoscritta nel tempo. L’attacco di ansia si sviluppa piano piano ed è spesso legato ad una preoccupazione concreta, ha una durata maggiore e le sensazioni fisiche e mentali sono meno intense.

Attacco di panico... quando diventa disturbo

Si parla di un vero disturbo di panico quando gli attacchi di panico sono ricorrenti. Gli attacchi di panico sono accompagnati per un mese o più dalla paura di avere un attacco di panico o preoccupazioni relative alle conseguenze. Gli attacchi di panico interferiscono nella vita quotidiana. Non sono causati da una condizione medica specifica (es: ipertiroidismo, disturbi cardiopolmonari) e non sono dovuti agli effetti fisiologici di una sostanza (es. droga, farmaco) e non sono spiegabili da altre condizioni psicologiche (es. ansia sociale, ansia da separazione, disturbo post traumatico da stress).

Trattamento

Le terapie più efficaci, secondo le evidenze scientifiche per il trattamento degli attacchi di panico sono le terapie cognitivo-comportamentali e, nei casi necessari, di supporto ad esse la terapia farmacologica.

Le psicoterapie cognitivo-comportamentale hanno l’obiettivo di modificare le convinzioni erronee e catastrofiche ed aiutare la persona ad esporsi gradualmente alle sensazioni temute.

Bibliografia

  1. APA (2022), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione, Text Revision DSM-5-TR, Raffaello Cortina Editore, 2023.
  2. Aron T. Beck, Gary Emery, L’ansia e le fobie, Astrolabio, 1988.
  3. David A. Clark, Aaron T. Beck, Il manuale dell’ansia e delle preoccupazioni, Positive Press, 2016.
  4. G. Nicolò, V. Piserchia, E. Pompili, DSM-5-TR - L’essenziale, Raffaello Cortina Editore, 2025.

Vuoi leggere altri articoli su altri temi di psicologia e psicoterapia?